Inglorius Basterds
Quentin Tarantino non delude mai. Il suo nuovo film colpisce per crudeltà, per efferatezza, per la realtà orribile di quell’ epoca che è riuscito a riprendere magnificamente.
Ora, avendo io fatto una tesi su “Leni Riefensthal - Cinema e Propaganda Nazista” penso di aver visto con un occhio un pò più concentrato il film.
Le voci all’uscita della proiezione erano dubbiose, li capisco, ma invito tutti quelli che hanno bofonchiato ma-mi-mo a fare una mini ricerca, basta anche wikipedia, sul cinema tedesco di quegli anni.
QT l’avrà sicuramente fatto, studiarsi Pabst, Leni, il neo-classicismo e quel pazzo di Goebbles. E ha fatto un ottimo lavoro.
La vendetta del cinema ebraico, l’essenza della crudeltà, l’essersi inventato una storia che avrebbe dovuto esistere veramente, condita a suon di sangue vero e non di ketchup, rendono per me questo film unico.
Non è una rivisitazione storica infatti. E’ un desiderio di Quentin che riesce ad allargare al pubblico, che diventa tifoso della combriccola di eroi anti-nazisti.
Sadicamente. Cento scalpi a testa non sono molti rispetto ai milioni di morti che i tedeschi han fatto in quegli anni. La bilancia non è comunque in equilibrio. Se me l’avessero chiesto ci sarei andato, anche se non ebreo.
Spero di riuscirlo a rivedere al cinema in lingua originale… Magari ci porto la Maydi. Andate al cinema ragazzi!
p.s. Ora è uscito al Festival del Cinema di Roma un film che parla dell’eccidio di Marzabotto, in dialetto emiliano, che racconta la più grande strage civile perpetuata dai nazisti. Gli auguro il successo di Inglorius, e che possa veramente lasciare qualcosa in più del mi-mo-ma che ho sentito.
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